"C'è più semplicità e vita in una cellula staminale di quanta non immaginiamo"

AUTOTRAPIANTO DI STAMINALI DA SANGUE PUO’ BLOCCARE LA SCLEROSI MULTIPLA

21-02-2017


Questo post é stato scritto da Luana Piroli

RM_20110722_N7Y7619Lo dimostra uno studio Italo / Inglese che coinvolge la Azienda Universitaria Careggi di Firenze e l’Imperial College di Londra

Hanno reclutato 281 pazienti a cui dopo un ciclo di chemioterapia hanno infuso le proprie cellule staminali da sangue

Il 46% dei  pazienti a distanza di 5 anni hanno dimostrato una progressiva regressione dei sintomi e l’arresto della progressione della patologie

Nello studio sono stati coinvolti 13 Stati e reclutati pazienti gravi refrattari ai farmaci

Lo studio è stato pubblicato nella rivista Jama Neurology 

Un articolo apparso oggi sul Socolo D’Italia riposta le frasi degli esperti coinvolti Ebbene, lo studio ha mostrato che nel 46% dei pazienti, generalmente selezionati per una malattia particolarmente aggressiva e scarsamente sensibile alle terapie precedentemente somministrate, “si assisteva a un arresto della progressione della disabilità a 5 anni dal trapianto e, in una minore percentuale di pazienti, addirittura ad un miglioramento dei sintomi”, scrivono gli studiosi. “L’autotrapianto è una procedura largamente utilizzata da circa 30 anni per il trattamento di alcuni tumori del sangue e del sistema linfatico”, spiega Riccardo Saccardi, ematologo dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze, che ha coordinato il versante trapiantologico dello studio.

Uno studio importante che dimostra il valore della ricerca e delle cellule staminali del sangue

 

 

Trasfusione di sangue cordonale autologa una svolta negli interventi cardiochirurgici neonatali

13-12-2016


Questo post é stato scritto da Luana Piroli

inscientiafides-foto-neonataleGrandi novità grazie all’utilizzo del sangue cordonale  nei neonati sottoposti a chirurgia cardiaca.

La trasfusione di sangue cordonale autologo godono di diversi vantaggi:

- sono praticamente prive di reazioni immunitarie ed infezioni proprio perché autologhe

- ha una proprietà particolarmente benefiche grazie all’alto livello di citochine anti-infiammatorie e la presenza di emoglobina fetale.

- può essere raccolto alla nascita senza alcun dolore e in totale sicurezza sia per la mamma che per il bambino.

Ma quale è questa grande novità presentata in questo studio scientifico pubblicato a Settembre 2016?

Una trasfusione di sangue è quasi inevitabile negli interventi di cardiochirurgia neonatale.

Questo studio mira a valutare la fattibilità di usare il sangue autologo del cordone ombelicale per il bypass cardiopolmonare (CPB) come alternativa ad una allo-trasfusione in chirurgia cardiaca neonatale.

Il test è stato effettuato su 20 pazienti fra il 2012 e il 2014 ai quali era stato diagnosticato prima della nascita una malattia cardiaca congenita che avrebbe richiesto un intervento chirurgico.

La quantità media di sangue del cordone ombelicale raccolto è stata di 72.5 ml (da 43 a 105 ml), l’ematocrito mediano è stato del 48,7% (da 32,0 a 51,2%) e le culture batteriologiche aerobiche sono risultate negative in tutti i campioni.

L’età mediana e il peso corporeo al momento dell’intervento è stato rispettivamente di 11 giorni (da 0 a 21 giorni) e di 3,2 kg (da 2,2 a 3,7 kg).

In questo studio il sangue del cordone ombelicale è stato utilizzato per il CPB priming in chirurgia cardiaca neonatale per diverse motivazioni:

- il sangue del cordone ombelicale può essere utilizzato interamente senza problemi di sovraccarico di volume

- il sangue cordonale, in quanto ricco di citochine anti-infiammatorie

- ha il potenziale di ridurre la risposta infiammatoria sistemica, che rimane una delle principali cause di lesioni associate al CPB.

Tale esperienza clinica è  incoraggiante, ha dimostrato la fattibilità dell’utilizzo del sangue del cordone ombelicale autologo per interventi di cardiochirurgia neonatale e la sicurezza del metodo descritto.

Tuttavia, questo studio presenta alcune limitazioni come il ridotto numero di pazienti. Si tratta sicuramente di uno studio preliminare per valutare la sicurezza e la fattibilità di una nuova strategia interventistica in cardiochirurgia neonatale.

In conclusione, il sangue del cordone ombelicale autologo può essere utilizzato come alternativa al pRBC per il CPB priming in cardiochirurgia neonatale congenita quando la gestione del paziente viene attentamente pianificata.

NON BUTTARE LE STAMINALI DA CORDONE OMBELICALE AL MOMENTO DEL PARTO E’ MOLTO IMPORTANTE.

 

* Fonte:

Korean Circ J. 2016 Sep;46(5):714-718. Epub 2016 Sep 28.

Cardiopulmonary Bypass Priming Using Autologous Cord Blood in Neonatal Congenital Cardiac Surgery.

Eun Seok Choi, MD1, Sungkyu Cho, MD2, Woo Sung Jang, MD3, and Woong-Han Kim, MD2 1 Department of Thoracic and Cardiovascular Surgery, Sejong General Hospital, Bucheon, 2 Department of Thoracic and Cardiovascular Surgery, Seoul National University Children’s Hospital, Seoul National University College of Medicine, Seoul, 3 Department of Thoracic and Cardiovascular Surgery, Kyungpook National University Hospital, Kyungpook National University College of Medicine, Daegu, Korea