"C'è più semplicità e vita in una cellula staminale di quanta non immaginiamo"

Cellule staminali: la nuova frontiera della prevenzione

08-01-2019


Questo post é stato scritto da Luana Piroli

luana-piroli-inscientiafidesCarissimi tutti buon anno nuovo!

 

Io l’ho iniziato lavorando! Il mio lavoro ti travolge.

Condivido con voi una intervista rilasciata a excellence magazine i primi giorni di questo nuovo anno in cui parlo di educazione sanitaria, prevenzione e di cellule staminali.

Purtroppo attorno al tema della conservazione delle cellule staminali da cordone ombelicale c’è molta disinformazione, fare chiarezza e fornire informazioni corrette è importante.

Di seguito un abstract, se desiderate leggere la versione integrale vi rimando al link dell’articolo.

“…  InScientiaFides si occupa di conservazione di cellule staminali cordonali. Quanto sono importanti per voi l’educazione sanitaria e l’informazione?

InScientiaFides nasce da questo, ovvero dal bisogno espresso da parte del mondo scientifico di attivare luoghi di conservazione privata per andare incontro al crescente bisogno di trapianti ed alla difficoltà di ritrovare un donatore compatibile al momento del bisogno.

Attivare una struttura sanitaria come la nostra è stata una sfida, perché molte persone non sanno cosa sono le cellule staminali e l’importanza che hanno nel nostro sviluppo.

Quindi l’educazione sanitaria è fondamentale.

Ci aiuta a capire di cosa si tratta e come vengono utilizzate dal punto di vista clinico oggi?

La raccolta delle cellule staminali al momento della nascita rappresenta un’assicurazione biologica importante che offre alle famiglie una possibilità di cura, in caso di necessità, attraverso la conservazione privata.

E’ una procedura che può essere fatta in tutti gli ospedali e non comporta alcun problema per il bimbo e per la mamma.

Gli utilizzi clinici sono oltre 70, per lo più legati alle patologie del sangue come le leucemie, i linfomi, i mielomi e i neuroblastomi, ma anche al diabete, alla sclerosi multipla e a molte altre ancora.

La conservazione privata è legittimata da un decreto ministeriale italiano, così come la donazione e la conservazione autologo dedicata.

Il cittadino è libero di scegliere se donare, e quindi perdere la proprietà del campione, compiendo un atto altruistico, oppure mantenere a disposizione della famiglia le proprie cellule staminali.

La donazione è un atto altruistico. Quindi se il donatore dovesse averne bisogno è possibile riavere il campione, corretto?

No, la donazione fa perdere la proprietà del campione, che diventa anonimo. Il campione entra in possesso della biobanca pubblica che lo potrà utilizzare in ambito di ricerca, inserire nei registri mondiali, e anche eliminare, quando avrà bisogno di spazio nuovo per stoccare nuovi campioni. …

… Cosa vi ha spinto ad attivare una impresa di questo tipo?

Io provengo dal mondo sanitario, ho lavorato per molti anni in rianimazione ed ho gestito personalmente le pratiche per la donazione degli organi.

Ciò che ho appreso negli anni è che le cellule staminali rappresentano il nostro patrimonio biologico primario e sono e saranno la terapia che ci aiuterà a sconfiggere patologie importanti.

Mi sarebbe piaciuto attivare un’impresa dedicata sia alla donazione che alla conservazione privata, ma la lobby politico sanitaria italiana non consente la realizzazione di strutture private come la nostra nello Stato Italiano, seppur autorizzi il prelievo presso tutti gli ospedali e quindi la conservazione privata.

La struttura sanitaria che dirigo, InScientiaFides, si trova a San Marino e possiede le migliori certificazioni richieste dagli standard scientifici.

Abbiamo finanziato diverse linee di ricerca negli anni, investendo oltre 1 milione di euro, in collaborazione con l’Università la Sapienza di Roma e con il San Raffaele di Milano con cui abbiamo condiviso convegni di spessore internazionale.

Credere nel lavoro per il bene del prossimo è ciò che ci guida ogni giorno.

In Italia spesso si confonde il privato con il profitto, senza comprendere che la realtà è molto diversa.

Come definisce il suo lavoro?

Il mio lavoro è meraviglioso, mi consente di scoprire ogni giorno nuove sfumature dell’essere umano e di studiare nuovi modi per migliorarne la qualità della vita.

Da due anni siamo concentrati sulla medicina rigenerativa, e quest’anno lanceremo un nuovo prodotto unico. …”

Conservare o donare le cellule staminali del cordone ombelicale al momento della nascita?

22-05-2018


Questo post é stato scritto da Luana Piroli

staminali_emopoietiche_inscientiafides_biobanca_sanmarinoUn dilemma al quale solo i dati oggettivi possono rispondere attraverso una analisi dei pro e dei contro.

La raccolta delle cellule staminali da cordone al momento della nascita è una procedura attiva in Italia dal 2004 e negli altri Stati dal 1988.

Il 1988 segna il primo utilizzo di queste cellule staminali così importanti,da parte della Dott.ssa Gluckman su una Anemia di Fanconi: è da allora che la loro efficacia è stata non solo comprovata, ma ulteriormente estesa a un numero sempre più ampio di patologie maligne: stiamo parlando di un patrimonio preziosissimo nella lotta contro leucemie, linfomi, talassemie e altre malattie a carico del sistema immunitario il cui elenco va allungandosi continuamente grazie alla ricerca costante che viene fatta su queste cellule.

Ciò che è emerso chiaramente in questi anni di utilizzo è che ritrovare un donatore compatibile è molto difficile e per questo è nata l’opportunità della conservazione privata che garantisce, come una assicurazione biologica, di avere immediatamente disponibile il campione in caso di necessità.

Ma per chi possono essere utilizzate le cellule staminali conservate privatamente?

Le cellule staminali rimangono a disposizione della famiglia sino a 30 anni, sono compatibili al 100% con il bimbo che deve nascere e hanno una elevata compatibilità (si parla del 70%) con altri fratelli consaguinei e con i genitori (si parla del 25/30%).

La conservazione privata è un  diritto riconosciuto al cittadino italiano riportato nel Decreto del Ministero della Salute datato 18 novembre 2009 ha delineato le “Disposizioni in materia di conservazione di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale per uso autologo-dedicato”, ribadendo che la conservazione del sco rappresenta un “interesse primario per il SSN”. leggi tutto >

Una storia sorprendente che racconta l’importanza delle conservazione delle cellule staminali da cordone ombelicale

19-04-2018


Questo post é stato scritto da Luana Piroli

sparrow-cord-bloodLa storia di Sparrow è sorprendente!

Quinta figlia.

I genitori alla nascita decidono  di conservare le cellule staminali contenute nel suo sangue cordonale.

Servizio che non avevano attivato per gli altri figli  perchè non erano a conoscenza di questa opportunità.

La bimba alla nascita era sana ma da piccina è stata coinvolta in un incidente, è quasi annegata in una piscina situata nel giardino sul retro della famiglia.

Sparrow è rimasta in arresto cardiaco  per 47 minuti procurando alla bimba  gravi danni cerebrali.

I genitori hanno sperimentato diverse terapie ma senza alcun risultato, dopo 15 mesi dall’incidente fortunatamente è stata arruolata nella sperimentazione condotta presso la clinica Duke University dove le sono state reinfuse le cellule staminali del suo sangue cordonale conservate al momento della nascita.

I miglioramenti furono sorprendenti sin dal giorno dopo alla trasfusione, Sparrow sorrideva ed iniziava a relazionarsi, cosa che non aveva più fatto per oltre 15 mesi; successivamente iniziò anche camminare.

Oggi Sparrow vive una vita normale ed ha ripreso completamente l’attività cognitiva.

I genitori alla nascita avevano deciso di conservare pensando di non dover mai utilizzare il campione che poi si è rivelato salvavita!

La storia di Sparrow non è la sola.

Il progetto di ricerca della dottoressa Joanne Kurtzberg alla Duke University è stato riconosciuto a livello scientifico ed ha prodotto risultati meravigliosi per quei bambini che hanno subito una lesione cerebrale e hanno utilizzato il proprio sangue cordonale conservato presso una biobanca privata.