"C'è più semplicità e vita in una cellula staminale di quanta non immaginiamo"

Conservare o donare le cellule staminali del cordone ombelicale al momento della nascita?

22-05-2018


Questo post é stato scritto da Luana Piroli

staminali_emopoietiche_inscientiafides_biobanca_sanmarinoUn dilemma al quale solo i dati oggettivi possono rispondere attraverso una analisi dei pro e dei contro.

La raccolta delle cellule staminali da cordone al momento della nascita è una procedura attiva in Italia dal 2004 e negli altri Stati dal 1988.

Il 1988 segna il primo utilizzo di queste cellule staminali così importanti,da parte della Dott.ssa Gluckman su una Anemia di Fanconi: è da allora che la loro efficacia è stata non solo comprovata, ma ulteriormente estesa a un numero sempre più ampio di patologie maligne: stiamo parlando di un patrimonio preziosissimo nella lotta contro leucemie, linfomi, talassemie e altre malattie a carico del sistema immunitario il cui elenco va allungandosi continuamente grazie alla ricerca costante che viene fatta su queste cellule.

Ciò che è emerso chiaramente in questi anni di utilizzo è che ritrovare un donatore compatibile è molto difficile e per questo è nata l’opportunità della conservazione privata che garantisce, come una assicurazione biologica, di avere immediatamente disponibile il campione in caso di necessità.

Ma per chi possono essere utilizzate le cellule staminali conservate privatamente?

Le cellule staminali rimangono a disposizione della famiglia sino a 30 anni, sono compatibili al 100% con il bimbo che deve nascere e hanno una elevata compatibilità (si parla del 70%) con altri fratelli consaguinei e con i genitori (si parla del 25/30%).

La conservazione privata è un  diritto riconosciuto al cittadino italiano riportato nel Decreto del Ministero della Salute datato 18 novembre 2009 ha delineato le “Disposizioni in materia di conservazione di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale per uso autologo-dedicato”, ribadendo che la conservazione del sco rappresenta un “interesse primario per il SSN”. leggi tutto >

Una storia sorprendente che racconta l’importanza delle conservazione delle cellule staminali da cordone ombelicale

19-04-2018


Questo post é stato scritto da Luana Piroli

sparrow-cord-bloodLa storia di Sparrow è sorprendente!

Quinta figlia.

I genitori alla nascita decidono  di conservare le cellule staminali contenute nel suo sangue cordonale.

Servizio che non avevano attivato per gli altri figli  perchè non erano a conoscenza di questa opportunità.

La bimba alla nascita era sana ma da piccina è stata coinvolta in un incidente, è quasi annegata in una piscina situata nel giardino sul retro della famiglia.

Sparrow è rimasta in arresto cardiaco  per 47 minuti procurando alla bimba  gravi danni cerebrali.

I genitori hanno sperimentato diverse terapie ma senza alcun risultato, dopo 15 mesi dall’incidente fortunatamente è stata arruolata nella sperimentazione condotta presso la clinica Duke University dove le sono state reinfuse le cellule staminali del suo sangue cordonale conservate al momento della nascita.

I miglioramenti furono sorprendenti sin dal giorno dopo alla trasfusione, Sparrow sorrideva ed iniziava a relazionarsi, cosa che non aveva più fatto per oltre 15 mesi; successivamente iniziò anche camminare.

Oggi Sparrow vive una vita normale ed ha ripreso completamente l’attività cognitiva.

I genitori alla nascita avevano deciso di conservare pensando di non dover mai utilizzare il campione che poi si è rivelato salvavita!

La storia di Sparrow non è la sola.

Il progetto di ricerca della dottoressa Joanne Kurtzberg alla Duke University è stato riconosciuto a livello scientifico ed ha prodotto risultati meravigliosi per quei bambini che hanno subito una lesione cerebrale e hanno utilizzato il proprio sangue cordonale conservato presso una biobanca privata.

Carol affetta da anemia falciforme salva grazie alle staminali da sangue cordonale del fratello conservate al momento della nascita

18-04-2018


Questo post é stato scritto da Luana Piroli

Schermata 2018-04-17 alle 15.25.21A soli 3 anni a Carol è stata diagnosticata l'anemia falciforme.

Una anemia grave che è comune nelle persone asiatiche, mediterranee e mediorientali.

E’ una malattia ereditaria che produce globuli rossi in modo anomalo; a forma di falce.

L’anemia falciforme può causare molte complicazioni in quanto la  struttura particolare dei globuli rossi può ostruire i vasi sanguigni e quindi procurare dolore intenso oppure ictus.

L’unica cura efficace  è un trapianto di cellule staminali ematopoietiche.

Ai genitori di Carol, per questo motivo, era stato consigliato, se mai avessero avuto un altro bambino, di conservare le cellule staminali contenute nel sangue del cordone ombelicale al fine di poterle utilizzare per Carol al momento del bisogno.

A sei anni le condizioni di Carol peggiorano ed il trapianto di cellule staminali diventa vitale.

Fortunatamente per Carol, i suoi genitori erano stati in grado di “salvare” il sangue del cordone ombelicale del fratello  al momento della nascita perfettamente compatibile con lei.

Prima del trapianto delle cellule staminali del fratello Carol fu costretta a sottoporsi a chemioterapia, questo le ha causò gonfiore e perdita dei capelli, ma il trapianto ebbe successo.

Dopo un mese dal trattamento i test ospedalieri dimostrarono che Carol era guarita.

Carol ora ha 10 anni e può vivere una vita normale grazie al sangue del cordone ombelicale del fratello.