"C'è più semplicità e vita in una cellula staminale di quanta non immaginiamo"

donazione e conservazione cellule staminali cordone ombelicale: il Parlamento europeo interviene

23-07-2013

Questo post é stato scritto da Luana Piroli

L'educazione sanitaria di InScientiaFidesLa raccolta delle cellule staminali cordonali è un tema che riguarda direttamente la salute dei cittadini, quindi è necessario che la normativa riguardante un’attività così rilevante sia precisa e attuale rispetto ai quotidiani risultati della ricerca scientifica.

Un diritto alla chiarezza che ritengo sia dovuto ai genitori che riflettono sulla scelta da compiere nel percorso di avvicinamento al parto.

Genitori che si interrogano sull’importanza di non disperdere il patrimonio contenuto nel sangue cordonale del loro bambino.

Il Parlamento europeo lo scorso anno si è espresso su questo tema nella seduta del 29/06/2012 AT-0223/2012:

• al punto 22 “riconosce i significativi progressi scientifici realizzati nel settore del sangue cordonale, che rappresenta un’alternativa terapeutica nel trattamento di numerose malattie, incluse quelle infantili”;

• al punto 29 “ritiene che uomini e donne debbano essere informati di tutte le opzioni esistenti relative alla donazione del sangue cordonale alla nascita, ad esempio conservazione pubblica o privata, la donazione a scopo autologo o eterologo o per la ricerca…”;

• al punto 30 “invita gli stati membri nel contempo a migliorare la tutela dei diritti dei genitori al consenso informato e alla libertà di scelta per quanto concerne le pratiche di conservazione delle cellule staminali da sangue cordonale”.

Nonostante questo intervento così preciso dell’Unione Europea, in Italia deve ancora essere fatta chiarezza.

Nel nostro Paese ci sono molti pregiudizi da abbattere in merito al diritto ad una scelta pienamente consapevole, sebbene vi sia un decreto ministeriale che contempla entrambe i percorsi di raccolta: la ‘conservazione pubblica’ e la ‘conservazione privata’.

Conservare le cellule staminali contenute nel sangue cordonale del proprio bimbo, oppure donarle, è una scelta libera che i genitori debbono poter compiere in assoluta serenità, dopo un percorso di informazione che consenta loro di essere nella condizione di prendere la decisione che ritengono più giusta.

Conservando privatamente si mette in sicurezza il patrimonio prezioso del proprio bimbo, che rimane a disposizione di tutta la famiglia nel caso in cui sia necessario utilizzare il campione di staminali.

Donando le cellule contenute nel sangue cordonale, questo patrimonio viene trasferito al sistema pubblico, a vantaggio e a disposizione di chiunque possa averne bisogno, perdendone la proprietà.

E’ tutto molto semplice e chiaro.

Evidentemente il percorso di informazione complica il messaggio se ogni anno finisce fra i rifiuti il 95% dei campioni. Ciò accade perché i genitori non conoscono l’opportunità che offre la conservazione.

Uno spreco enorme che non è più accettabile.

Qual è quindi la via per rendere i genitori consapevoli dell’opportunità di conservare o donare le cellule staminali cordonali? L’informazione, la conoscenza.

Noi di InScientiaFides a supporto dell’informazione abbiamo sviluppato un percorso di educazione sanitaria chiamato Family Day, appuntamenti in diverse città nel corso dei quali incontriamo genitori o futuri genitori interessati ad approfondire l’argomento, descrivendo ogni percorso e ogni possibilità. Per cominciare a saperne di più fin da subito abbiamo preparato invece un video.

 

3 pensieri su “donazione e conservazione cellule staminali cordone ombelicale: il Parlamento europeo interviene

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>