"C'è più semplicità e vita in una cellula staminale di quanta non immaginiamo"

Diabete di tipo 1: cellule staminali del sangue del cordone ombelicale nuova frontiera terapeutica

23-09-2013

Questo post é stato scritto da Luana Piroli

inscientiafides cellule staminali cordone ombelicale diabeteIl trattamento è autologo, ossia con cellule staminali proprie

Il diabete di tipo 1 è una malattia piuttosto diffusa, si stima che ne soffrano circa 250.000 persone in Italia. Accanto alle cure tradizionali, sono in corso nel mondo diversi studi che prevendono proprio l’utilizzo di cellule staminali da cordone ombelicale. Con risultati incoraggianti.

Ma che cos’è esattamente il diabete?

E’ un’alterazione dell’organismo, che interessa le cellule del nostro corpo, che hanno bisogno di energia per sopravvivere. Questa energia è disponibile sotto forma di uno zucchero, il glucosio presente nel sangue.

I livelli ematici di glucosio sono controllati dal rilascio dell’ormone chiamato insulina, prodotta da cellule (beta) del pancreas, presenti all’interno di strutture chiamate isole di Langerhans (ne possediamo circa un milione). L’insulina prodotta da queste cellule favorisce il trasporto del glucosio dal sangue all’interno delle cellule del corpo, per la produzione di energia.

Nel diabete, il corpo non produce una quantità di insulina sufficiente oppure non risponde ad essa in modo adeguato.

Le applicazioni con le cellule staminali cordonali

Fra le nuove strategie per il trattamento di malattie autoimmuni come il diabete di tipo 1, c’è anche l’utilizzo del sangue cordonale per favorire lo sviluppo delle cellule beta pancreatiche; questo risulta possibile data la potenzialità delle cellule staminali del cordone di differenziarsi in tessuti non solo ematologici, ma anche di diversa natura.

Diversi studiosi sono al lavoro nel mondo

In Florida è attivo uno studio pilota, condotto dal gruppo del dottor J. Michael Haller del Dipartimento di Pediatria della University of Florida di Gainesville. Lo studio è iniziato alla fine del 2005 ed è stato presentato alla 67ª Sessione Scientifica della American Diabetes Association a Chicago.

Lo studio interessa 15 bimbi fra i 2 e 13 anni, che disponevano del proprio sangue cordonale conservato alla nascita, la maggior parte produce ancora una piccola parte di insulina (Haller et al., 2008; 2009).

Le ipotesi si basano sulla possibilità che il trapianto autologo di cellule staminali derivanti dal cordone ombelicale possa attenuare il processo autoimmune all’origine della patologia, seguendo diversi meccanismi:

• le cellule staminali migrano nel pancreas danneggiato, dove possono differenziarsi in cellule beta che producono insulina

• possono agire per fare aumentare la proliferazione delle isole pancreatiche da parte del tessuto sano

• alcune cellule del cordone ombelicale sono in grado di mediare il recupero della immuno-tolleranza.

Dopo 2 anni nel 2007 sono stati presentati i dati preliminari riferiti a 8 pazienti sei mesi dopo l’infusione di cellule staminali da sangue cordonale autologo per il trattamento del diabete di tipo 1; questi hanno descritto risultati molto incoraggianti, come la mancanza di significativi eventi avversi associati a questo studio e i benefici ottenuti in seguito al trattamento collegati ad una maggiore immuno-tolleranza.

Secondo il Dr. Haller e i suoi collaboratori tali infusioni non dimostrano attualmente un chiaro beneficio a lungo termine, ma bensì dimostrano che sono possibili cambiamenti potenzialmente benefici della risposta immunitaria.

In Germania, l’Università Technische di Monaco sta conducendo un trial clinico di fase 1 con l’obiettivo di trasfondere le cellule staminali derivate dal sangue cordonale autologo in 23 bambini affetti da diabete di tipo 1 per rigenerare le cellule beta delle isole che producono insulina e migliorare il controllo del glucosio nel sangue.

Come secondo obiettivo i ricercatori vorrebbero tracciare la migrazione delle cellule infuse e studiare i cambiamenti potenziali del metabolismo e delle funzioni immunitarie legate alla rigenerazione delle isole. (http://www.clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT00989547?term=cord+blood+diabete&rank=2)

Nel 2010 l’American Diabetes Association (Chicago, Usa) ha finanziato un innovativo progetto di ricerca condotto dal ricercatore Zhao Yong, MD, PhD che ha proposto un nuovo utilizzo delle cellule staminali derivate dal sangue del cordone ombelicale per superare l’autoimmunità in pazienti con diabete di tipo 1. Il Dr. Zhao sostiene che la terapia con cellule staminali potrebbe contribuire a sostituire le cellule beta; tuttavia le cellule staminali o il tessuto trapiantato sono sensibili alla stessa risposta autoimmune che ha causato la distruzione del tessuto originale.

Il metodo studiato mira quindi a superare tale barriera critica.

Dopo i primi anni di ricerca e sperimentazione, il metodo dimostra un efficace controllo della risposta immunitaria, indicato da una rigenerazione cellulare e dal ripristino della funzionalità delle cellule beta. Tutti i pazienti hanno risposto bene alla terapia senza effetti collaterali negativi. Dai primi risultati ottenuti i ricercatori hanno concluso che la terapia è fattibile e sicura sia per il donatore che per il ricevente e che il trattamento risulta efficace nel ripristinare la normale funzione immunitaria e produzione di insulina per almeno 10 mesi.

In conclusione, possiamo osservare che, in base alle recenti pubblicazioni, gli studiosi sono fiduciosi rispetto all’utilizzo delle cellule staminali derivate dal sangue cordonale per curare il diabete di tipo 1; si sono osservati alcuni benefici soprattutto per regolare la risposta immunitaria, si lavora per portare in remissione la patologia.

 

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