"C'è più semplicità e vita in una cellula staminale di quanta non immaginiamo"

Un gesto salvavita

05-08-2014

Questo post é stato scritto da Luana Piroli

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Conservare o donare il sangue contenuto nel cordone ombelicale?

Un dilemma determinato dalla mancata conoscenza e dalle mancate informazioni del nostro sistema sanitario, che porta ogni anno alla dispersione di oltre il 98% di campioni di cellule staminali.

Entrambe sono scelte importanti, necessario è non buttare il sangue del cordone ombelicale che sempre più diventa importante per la clinica.

La letteratura scientifica riporta chiaramente l’efficacia della conservazione autologa (cellule staminali proprie).

Il primo trapianto di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale risale al 1988 ed è stato effettuato dalla Dott.ssa Gluckman a Parigi, per il trattamento di un caso di anemia di Fanconi.

A partire da questo primo trapianto ci sono stati:

  • 20.000 utilizzi di sangue da cordone ombelicale
  • 400.000 unità di sangue cordonale conservate nelle 100 biobanche presenti a livello mondiale
La letteratura scientifica riporta alcuni casi interessanti di trapianto autologo (con cellule staminali proprie) da cellule staminali del cordone ombelicale conservate in biobanche private.
Il primo caso di trapianto autologo di sangue cordonale risale al 2007 per il trattamento di una bambina tedesca di 3 anni di età a cui era stata diagnostica un tipo di leucemia di natura maligna e con carattere progressivo, ossia la leucemia linfoblastica acuta.
  • La bimba, grazie alla lungimiranza dei genitori che decisero di conservare al momento della nascita il sangue del cordone ombelicale in una biobanca privata americana, ricevette una infusione del proprio sangue da cordone ombelicale.
  • Fondamentale per la sua sopravvivenza in quanto, nonostante le convenzionali chemioterapie e radioterapie portino ad un buon risultato in termini terapeutici nei bambini affetti da leucemia acuta linfoblastica, le possibili ricadute a livello del sistema nervoso centrale rimangono un difficile problema.
  • La recidiva precoce del sistema nervoso centrale comporta un elevato rischio di recidive addizionali, specialmente a livello del midollo osseo, manifestando la necessità di una terapia intensiva sistemica, che potrebbe includere il trapianto di cellule staminali emopoietiche.
  • Data la sua ampia disponibilità, la facilità di prelievo e la ricchezza e potenzialità del contenuto di cellule staminali emopoietiche, il sangue di cordone ombelicale è stato identificato come un’ottima fonte per il trapianto.
  • L’unità di sangue cordonale conservata alla nascita, è stata infusa senza complicazioni e l’attecchimento è avvenuto 15 giorni dopo.
  • Dopo 4 mesi e 1 anno dal trapianto l’esame emocrocitometrico e l’esame del midollo osseo risultavano rispettivamente normali.
  • Dopo 20 mesi dal trapianto di sangue cordonale la bimba sta bene ed è in remissione completa.
I suoi genitori non pensavano di dover utilizzare il sangue cordonale quando hanno deciso di conservarlo, come tutti lo hanno fatto a scopo preventivo.
Gesto salvavita per la loro bimba!

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