"C'è più semplicità e vita in una cellula staminale di quanta non immaginiamo"

conservare il sangue del cordone ombelicale sempre più importante

09-09-2014

Questo post é stato scritto da Luana Piroli

Baby spielt mit MegaphonUna occasione unica ed irripetibile!

Le cellule staminali contenute nel sangue del cordone ombelicale non si risparmiano!

Un nuovo studio scientifico  dimostra l’importanza della conservazione e del trattamento autologo per la cura di encefalopatie da ischemia o ipossia.

Recentemente è stato condotto uno studio clinico di fase I dalla Duke Blood and Marrow Transplant Program,  che prevedeva l’infusione di unità di cellule staminali derivate da sangue cordonale autologo in 184 bambini di età tra i 6 giorni e 9 anni affetti da malattie neurologiche acquisite, dimostrando che questa procedura risulta fattibile e sicura.

Nello studio attuale, diretto da Joanne Kurtzberg, è stato ipotizzato che una infusione precoce di cellule di sangue cordonale autologhe (sottoposte a riduzione di volume e di globuli rossi) in neonati con encefalopatie da ischemia o ipossia, possa migliorare la prognosi, agendo principalmente attraverso meccanismi trofici e paracrini.

A questo scopo è stato condotto uno studio preliminare per testare la sicurezza e la realizzabilità di questo trattamento, infondendo cellule autologhe di sangue cordonale fresco (ridotto di volume e globuli rossi) in bambini con encefalopatia moderata e severa.

Gli obiettivi dello studio: identificare le problematiche nella coordinazione del processo di raccolta, preparazione e infusione delle cellule subito dopo la nascita, caratterizzare la qualità della raccolta di cellule cordonali in situazioni ad alto rischio, monitorare la risposta del neonato all’infusione di tali cellule e l’esito clinico fino ad un anno di età.

Lo studio è stato avviato a gennaio 2009 alla Duke University e ha coinvolto neonati con più di 35 settimane di gestazione, con encefalopatie ischemiche o ipossiche alla nascita, indice Apgar dopo 10 minuti inferiore a 5.

Prima del trattamento con cellule cordonali, tutti i bambini sono stati sottoposti a ipotermia (33.5°C) per 72 ore e pretrattati con idrocortisone. Hanno quindi ricevuto fino a quattro infusioni di cellule, con una prima dose somministrata il più vicino possibile alla nascita e le altre 24, 48, 72 ore dopo.

Tra il 2009 e il 2012 sono stati arruolati 23 neonati. Durante lo studio non sono state notate reazioni particolari in seguito all’infusione.

Le informazioni raccolte con questo studio hanno dimostrato che la raccolta, la preparazione e l’infusione di sangue cordonale autologo entro il primi giorni di vita sono procedure attuabili, sicure ed efficaci. La maggior parte delle unità cordonali utilizzate non aveva i requisiti per la conservazione nelle banche pubbliche, sarebbero quindi state scartate.

 

 

 

*fonte: FEASIBILITY OF AUTOLOGOUS CORD BLOOD CELLS FOR INFANTS WITH HYPOXIC-ISCHEMIC ENCEPHALOPATHY – C. Michael Cotten, Amy P. Murtha, Ronald N. Goldberg, Chad A. Grotegut, P. Brian Smith, Ricki F. Goldstein, Kimberley A. Fisher, Kathryn E. Gustafson, Barbara Waters-Pick, Geeta K. Swamy, Benjamin Rattray, Siddhartha Tan, and Joanne Kurtzberg. The journal of Pediatrics, vol 164, n°.5, 2014.

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