"C'è più semplicità e vita in una cellula staminale di quanta non immaginiamo"

Conservazione cellule staminali l’importanza degli certificazione a garanzia del processo

03-12-2014

Questo post é stato scritto da Luana Piroli

Newborn baby, 3 days old

La conservazione delle cellule staminali contenute nel sangue e nel tessuto del cordone ombelicale è un tema da sempre dibattuto, soprattutto in Italia.

La scarsa informazione sicuramente non ne facilita la comprensione e lo Stato in questo senso non ci aiuta.

Perchè conservarle?

  • Perchè oggi rappresentano una cura valida per diversi tumori del sangue fra cui la Leucemia, il Linfoma e i Mielomi oltre che per altre 70 patologie del sangue.
  • Inoltre attraverso la ricerca si stanno scoprendo moltissime altre linee di utilizzo in ambito Ortopedico, Neurologico e Muscolare.

Ma come conservarle?

  • Importantintissimo è affidarsi ad una Struttura Sanitaria Accreditata FACT-Netcord.
  • Inoltre la rivista Blood, una delle più prestigiose al mondo e pubblicata dall’American Society of Hematology, ha introdotto sul tema della conservazione delle cellule staminali da cordone ombelicale la quantità di CD34+ (cellule staminali emopoietiche) quale elemento fondamentale per riconoscere la qualità assoluta alla procedura di crioconservazione.

In questo articolo i medici del Sloan-kettering Center di New York, hanno confrontato la qualità delle unità di sangue cordonale trapiantanto in pazienti adulti affetti da Leucemie acute ed altri tumori del sangue.

L’evidenza che è emersa è interessantissima e in linea con quanto ho sempre sostenuto, ovvero:

  •  il parametro che meglio correla una buona riuscita del trattamento, non sia il numero di TNC totali, ma il numero di CD34+ vitali presenti nella sacca dominante.
  • un confronto fra le diverse biobanche ha evidenziato come le unità di sangue conservate nelle banche accreditate FACT-Netcord abbiano mediamente parametri migliori dopo lo scongelamento, in termini di recupero di CD34+, con una vitalità media molto alta del 92%.

Da questi studi emergono nuovi criteri per la selezione delle migliori unità di sangue cordonale:

  1. il numero di CD34+ vitali
  2. la conservazione presso una Biobanca accreditate FACTNetcord, standard mondiale di qualità e sicurezza.

Il numero delle TNC, che oggi invece viene utilizzato in tutte le Biobanche pubbliche Italiane, come parametro di selezione delle sacche, non è così indicativo del buon esito del trapianto.

Questi studi  consolidano con elementi di certezza il mio pensiero.

Un invito è d’obbligo verso il Governo italiano a dedicarsi alla regolamentazione di un settore nel quale proprio la confusione sulle regole sulla qualità da soddisfare genera fatti gravi e integralismi a protezione di inefficienze.

Oggi la realtà è che solo 3 biobanche pubbliche su 19 hanno la certificazione FACT Netcord e spesso proprio da una condizione del genere piovono giudizi grossolani e superficiali sull’attività delle biobanche private.

Ed il parametro che viene utilizzato non è assolutamente in linea con quanto dimostrato dall’articolo pubblicato su Blood, questo ci fa pensare che molte sacche vengono scartate senza motivo!

* Fonte http://www.bloodjournal.org/content/124/19/2905?sso-checked=true

 

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