"C'è più semplicità e vita in una cellula staminale di quanta non immaginiamo"

Proteggi tuo figlio conservare le cellule staminali contenute nel cordone ombelicale

27-03-2018

Questo post é stato scritto da Luana Piroli

fact

 

 

 

Cari lettori, lo scorso 04  Marzo su L’Espresso è apparso un articolo dal titolo “Proteggi tuo figlio conserva il cordone” I Falsi Miracoli promessi dalla banche private, al quale la Biobanca InScientiaFides ha risposto puntualmente

Corbetta, 9 marzo 2018

 

Spettabile

GEDI GRUPPO EDITORIALE S.p.A.

Via Cristoforo Colombo n. 90

00147 Roma

Egregio Dottore

Marco Damilano

Via Cristoforo Colombo n. 90

00147 Roma

Gentile Dottoressa

Elena Testi

Via Cristoforo Colombo n. 90

00147 Roma

Oggetto:          Inscientiafides S.p.A. / Gedi Gruppo Editoriale S.p.A. (L’Espresso)

 

Egregi Signori,

InScientiaFides S.p.A. (“ISF”) mi ha incaricato di tutelare i suoi diritti in relazione alle affermazioni contenute nell’articolo apparso sul vostro settimanale “L’Espresso”, a firma della Dott.ssa Elena Testi, pubblicato in data 4 marzo 2018 ed intitolato “staminali” (pagg. 59-61).

Il tenore del pezzo in questione, le espressioni ed i termini in esso utilizzati appaiono palesemente diffamatori, avendo la giornalista travalicato i limiti che la giurisprudenza impone per rendere legittimo l’esercizio del diritto di cronaca.

Iniziando l’analisi dal titolo riportato in calce alla pag. 59, che fa da corona all’articolo, nello stesso si dichiara, in modo lapidario, che le banche private estere di cordoni ombelicali “…promettono miracoli. A chi paga per conservare le cellule dei figli appena nati”. Non vi possono essere dubbi circa il fatto che tali frasi risultino lesive della reputazione di ISF, poiché violano sia il principio di verità della notizia, considerato che la crioconservazione privata è da tempo riconosciuta dal nostro ordinamento (vedi Decreto 18.11.2009 recante le “Disposizioni in materia di conservazione di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale per uso autologodedicato”) ed ISF informa puntualmente i propri clienti della reale portata del servizio, sia il limite della continenza espressiva, dal momento che l’espressione “promettono miracoli” presenta una forte carica stigmatizzante ed assume una connotazione particolarmente spregiativa con riguardo alla reputazione professionale di ISF, specie se letta in relazione al prosieguo dell’articolo, ove si sottolinea (a metà della terza colonna) che far rientrare le cellule raccolte al momento del parto “…in Italia per un trapianto può risultare poi difficilissimo per motivi di tracciabilità, idoneità ed efficacia sul paziente”, circostanza, quest’ultima, assolutamente falsa quanto alla mia cliente, che, dal 5 ottobre 2012, ha ricevuto l’accreditamento internazionale FACT NETCORD, che consente la restituzione dei campioni in totale sicurezza e di cui in Italia sono dotate soltanto 3 banche pubbliche su 19.

Nell’articolo vi sono poi ulteriori profili passibili di censura.

Anzitutto non è vero affatto (vedi frasi finali della terza colonna di pag. 59), che ISF conservi i campioni solo per un potenziale utilizzo sul bambino stesso (uso autologo) ma per la famiglia in quanto accredita come biobanca autologo allogenica famigliare da FACTNetcord (c.d. uso allogenico diretto, previsto anche in Italia), senza contare che, contrariamente a quanto sembra trasparire dall’articolo, le cellule staminali cordonali sono pacificamente utilizzabili in altri ambiti terapeutici, quali la medicina onco-ematologica, quella rigenerativa, nonché quella immunologica.

Una seconda affermazione parziale e non corretta si riscontra nella seconda colonna di pag. 60, dove si legge che nessuna banca “…spiega che il sangue del cordone ombelicale, perché possa essere efficace per il trapianto, deve contenere un numero minimo di staminali emopoietiche, in Italia fissato nella cifra di almeno un milione e seicento mila a sacca”.

In realtà, le banche pubbliche hanno la necessità di fissare degli standard di conservazione molto più alti delle banche private.

Infatti, in caso di donazione, la compatibilità tra individui non consanguinei è in genere parziale, quindi la dose di cellule da infondere è più elevata di quanto accade nell’utilizzo autologo o familiare.

Dopo un trapianto di staminali, infatti, una parte di queste cellule normalmente è rigettata dal sistema immunitario del ricevente e questo rigetto è tanto più forte quanto minore è la compatibilità tra donatore e ricevente.

Questo problema, invece, non si pone in caso di trapianto sul bambino stesso (autologo) ed è molto bassa in caso di trapianto con un familiare (allogenico) perché la compatibilità è più alta ed il rischio di rigetto, di conseguenza, minore.

Occorre inoltre tener presente che campioni con un numero di cellule ritenuto basso dalle banche pubbliche possono comunque essere utilizzati su soggetti di basso peso corporeo (bambini).

Conservare dunque il campione, anche se il numero di cellule contenute non è elevato (i.e., al di sotto dello standard fissato dalle banche pubbliche) può in ogni caso consentirne l’utilizzo in età pediatrica.

La terza affermazione parziale e non corretta si rinviene in fondo alla prima colonna di pag. 61, laddove si riporta che malgrado l’intervento operato dall’Antitrust nel 2011, le banche private avrebbero “ampliato il listino di offerte, infarcito i siti internet di storie miracolose, aperto pagine Facebook dove pubblicizzano la loro offerta commerciale”, omettendo completamente di precisare che quel procedimento è stato archiviato nei confronti di ISF, in seguito alla compliance che la mia cliente ha puntualmente adottato, accogliendo le indicazioni del Garante.

Infine, marcatamente diffamatoria appare l’affermazione che si legge a metà della seconda colonna di pag. 61 in cui asserendo che “c’è addirittura chi come Scientia Fides, azzarda: “Abbiamo un ematologo di riferimento al San Camillo” si suggerisce maliziosamente l’idea che tale soggetto non abbia alcun rapporto con la mia cliente, il che è assolutamente falso, posto che il Prof. Luca Pierelli supporta la mia cliente in quanto consulente per la parte di Direzione Medica attraverso una convenzione con IL San Camillo Forlanini di Roma (che non è un’agenzia commerciale) e che, dal 2015, occupa il ruolo di Direttore ad interim dell’Unità Operativa Complessa Ematologia e Trapianto di Cellule Staminali dell’Azienda Ospedaliera romana.

In considerazione di quanto sopra, vi invito formalmente, ai sensi dell’art. 8, comma 2 Legge 8 febbraio 1948, n 47 a pubblicare integralmente, sul prossimo numero di “L’Espresso”, la presente comunicazione in testa alla pagina e collocata nella stessa pagina del settimanale che ha riportate le notizie qui contestate e con gli stessi caratteri di stampa, diffidandovi dal proseguire nelle descritte attività denigratorie e fermo restando il mandato già ricevuto da ISF di intraprendere ogni azione idonea ad ottenere il risarcimenti dei danni patiti e patiendi.

 

Distinti saluti

 

Avv. Fabio Mazza

 

Il giornalista dovrebbe informare e non disinformare per il gusto di fare notizia!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.