"C'è più semplicità e vita in una cellula staminale di quanta non immaginiamo"

Cellule staminali da cordone ombelicale la testimonianza di chi le ha utilizzate

10-04-2018

Questo post é stato scritto da Luana Piroli

RM_20110722_N7Y7595Le cellule staminali contenute nel cordone ombelicale rappresentano un’ottima terapia per oltre 70 patologie principalmente legate al sangue.

Oltre 1 Milione di utilizzi rappresentano la loro importanza.

Purtroppo ogni anno in Italia vengono BUTTATI il 98% dei campioni perchè manca l’informazione e perchè il SSN non compie una azione di educazione sanitaria.

Cercando fra le pubblicazioni scientifiche ho trovato delle testimonianze di utilizzo che possono chiaramente rappresentare perchè è importante non buttarle ma conservarle al momento del parto:

LA STORIA DI KEEGAN 

Wendy ha saputo per la prima volta della leucemia di Keegan dai dottori quando il bambino aveva solo due anni. Dopo la diagnosi, i medici riuscirono ad ottenere la remissione della malattia, cioè la scomparsa di ogni sintomo. Ma qualche anno dopo la leucemia ritorna.

Questa volta però i Doheney potevano contare su un’arma in più: le cellule staminali del cordone ombelicale del fratellino di Keegan, Keldan, che erano state raccolte e conservate al momento della sua nascita.

Dopo il trattamento e il trapianto delle cellule staminali del fratellino, Keegan è riuscito a sconfiggere la leucemia e da allora, sono passati nove anni, è un bambino sano, con un legame speciale con il suo fratellino. 

TON KLA:  SEVERA ANEMIA APLASTICA

Petcharat Pokrang dice che è un miracolo che suo figlio di 7 anni Palwawat, o “Ton Kla”, come tutti lo chiamano, sia sopravvissuto dopo la diagnosi di anemia aplastica grave una condizione in cui il midollo osseo non riesce a produrre sufficienti nuove cellule del sangue – nell’aprile scorso anno.

I medici a Saraburi dissero che il ragazzo non sarebbe sopravvissuto senza un trapianto di cellule staminali. Grazie alla Fondazione Ospedale Ramathibodi (Ramathibodi Hospital Foundation) il bambino ottiene un trattamento gratuito. Ton Kla ha ricevuto un trapianto di cellule staminali del cordone ombelicale di suo fratello minore Noppaklao nel mese di agosto.

Il bambino è stato dimesso dall’ospedale dopo un mese e ora vive una vita normale, giocando con i suoi amici.

LEUCEMIA LINFOBLASTICA ACUTA: Brandyn

Quando scoprirono della malattia di Brandyn, la madre Susan, era incinta di 6 mesi del suo secondo figlio Kaeyln.

Fortunatamente il dottore di Brandyn sapeva che il nuovo bambino poteva portare la cura per Brandyn e fare il miracolo per cui la famiglia stava pregando.

Susan soon learned that the newborn stem cells in Kaeyln’s cord blood might someday have the power to give Brandyn a healthy immune system. “I had never heard about cord blood banking before my son became ill,” said Susan. “If I had known about the procedure when I was pregnant with Brandyn there is no question that I would have saved his cord blood as well”

Looking back on the situation now, Susan is so grateful she kNew about stem cell storage. “Eighty percent of the battle is having that match. Thank god I didn’t have to go through searching the donor registries,” said Susan. “I saw so many patients in the transplant ward who suffered through many more complications than Brandyn because they didn’t have matching stem cells from within their own family”

MOHAMED: MALATTIA GENETICA SISTEMA IMMUNITARIO  – PRESSO OSPEDALE DI PAVIA

Mohamed, 7 anni di età, origini tunisine e affetto da una rara malattia genetica che lo aveva privato delle normali difese immunitarie. Finora era riuscito a vivere solo grazie alle cure dell’Oncoematologia Pediatrica del San Matteo di Pavia.

Per 4 anni non si è trovato un donatore di midollo . La famiglia di Mohamed aveva già perso una figlia di un anno a causa della stessa malattia.

Il 24 gennaio 2011 è nato Adams sano e compatibile ha donato il cordone ombelicate ed il midollo osseo al fratello e il trapianto, perfettamente riuscito, ha dato un futuro a Mohamed.

LUCA: TALASSEMIA    OSPEDALE PAVIA-MILANO

L’eccezionalità dell’intervento risiede, oltre che nell’essere il primo effettuato in Italia con cellule moltiplicate in vitro, dove il paziente ha ricevuto due unità di sangue placentare”, spiega il professor Locatelli. “Il sangue è stato prelevato dal cordone ombelicale delle due sorelline (gemelle) di Luca.

Delle due sacche, una non è stata manipolata poiché ricca di staminali, mentre l’altra è stata sottoposta per quindici giorni a un processo di moltiplicazione nel numero di cellule. L’elemento di novità consiste proprio nel trapianto di unità di sangue placentare espansa in laboratorio.

E questi sono solo alcuni.

Non buttate il sangue del cordone ombelicale del vostro bimbo al momento della nascita, divulgate assieme a me l’importanza della conservazione, che non rappresenta un business come alcuni sostengono ma bensì una assicurazione biologica molto importante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.