"C'è più semplicità e vita in una cellula staminale di quanta non immaginiamo"

STAMINA FOUNDATION:
un caso che fa riflettere!

10-10-2013


Questo post é stato scritto da Luana Piroli

cellule staminali-cordone ombelicale-luana piroli- inscientiafidesHo seguito con molta attenzione la vicenda riguardante il Metodo Stamina Foundation, con le implicazioni scientifiche, giudiziarie, umane e mediatiche che ha innescato. Una vicenda drammatica a parer mio, ma anche da queste è necessario trarre spunti per migliorare e crescere.

Molti mi chiedono cosa ne penso al riguardo:

METODO STAMINA FUORI DALLE REGOLE

Ho letto il report molto preciso pubblicato da L’Espresso e riguardante l’esito delle verifiche sul protocollo del Metodo Stamina. Pare che ogni attività sia stata svolta proprio al di fuori di ogni logica, procedura o regolamentazione. Ho letto che le posizioni dove erano allocati i campioni non erano numerate, che i campioni non erano stati analizzati dal punto di vista virale e batteriologico, che non vi erano indicazioni in merito al protocollo di infusione. Dati pubblicati e pare appresi dalla relazione fatta dalla commissione scientifica che si occupa del caso.

IN SANITA’ NON SI PUO’ ESSERE SUPERFICIALI

L’ambito nel quale operiamo non è un campo aperto dove esercitare la propria creatività e poi pensare di applicare il risultato alla patologia di una persona. Non funziona così!

- regole

- standard internazionali

- linee di condotta

- protocolli di ricerca

devono condurre a risultati efficaci, verificati dagli organi regolatori. Quindi autorizzati.

Non si può agire al di fuori di questo solco, sarebbe un ‘far west’ e, ripeto, trattandosi di salute delle persone è necessario procedere sempre con giusta cautela. Quella che non mi pare caratterizzi il Metodo Stamina.

E ALLORA PERCHE’ ACCADE CIO’?

In Italia scambiamo ‘giusta cautela’ con ‘tempi biblici’, ne consegue che il fuoco propositivo che anima i ricercatori tende ad uscire da quel solco indicato per accelerare i tempi.

Con ciò non difendo i ricercatori all’origine del Metodo Stamina, aborro quanto accaduto. Però, dobbiamo riflettere e capire perché la ricerca in Italia va spegnendosi.

Metto in fila per titoli qualche causa che vedo:

- tempi burocratici lunghissimi

- scarsa comunicazione fra, e con gli organi competenti

- lobby politico-sanitarie che protegge la sua inefficienza e ostacola un corretto rapporto con le strutture private

- oggettiva mancanza di fondi nel pubblico e alla ricerca destinate nemmeno le briciole.

La conseguenza di tutto questo?

Accade che quando uno sta male va ovunque e si affida a chiunque per ricercare un sollievo. E gli italiani vanno all’estero!

‎E’ la conseguenza ovvia: volete sapere come si posiziona l’Italia in termini di investimento sulla ricerca rispetti agli altri stati?

Come si vede in questa scheda, dopo Germania, Francia, Spagna e Regno Unito.

>Scheda investimenti sulla ricerca

PERCHE’ E’ FONDAMENTALE ALIMENTARE LA RICERCA?

Chi crede nei giovani e nel futuro, investe in ricerca.

- serve a migliorare il Paese

- a valorizzare talenti

- a far tornare i ricercatori che se ne sono andati all’estero e ad attrarne altri di eccellenti

- serve a far rifiorire le nostre Università che oggi risultano solo un costo

- serve a creare nuovi posti di lavoro

- serve per offrire un prezioso contributo alla scienza

Investire in ricerca ha un costo, comporta lavoro molto lavoro, non a caso Paesi come la Cina e il Giappone, o la Germania, investono molto in ricerca ed i frutti sono sotto gli occhi di tutti.

Certo, non può essere un discorso solo di natura economica. Prima vengono le regole, cosa diversa dalla burocrazia soffocante che abbiamo che ostacola il progredire del nostro Paese. Ma, bisogna correre alla velocità dei Paesi più avanzati.

Cosa va cambiato?

- attivare alleanze fra Pubblico e Privato

- abbattere il sistema di ‘baronaggio’ che ingessa tutto, perché nulla cambi.

- dare voce ai giovani

In poche parole, dobbiamo ridare valore al nostro Paese.

 

 

Diabete di tipo 1: cellule staminali del sangue del cordone ombelicale nuova frontiera terapeutica

23-09-2013


Questo post é stato scritto da Luana Piroli

inscientiafides cellule staminali cordone ombelicale diabeteIl trattamento è autologo, ossia con cellule staminali proprie

Il diabete di tipo 1 è una malattia piuttosto diffusa, si stima che ne soffrano circa 250.000 persone in Italia. Accanto alle cure tradizionali, sono in corso nel mondo diversi studi che prevendono proprio l’utilizzo di cellule staminali da cordone ombelicale. Con risultati incoraggianti.

Ma che cos’è esattamente il diabete?

E’ un’alterazione dell’organismo, che interessa le cellule del nostro corpo, che hanno bisogno di energia per sopravvivere. Questa energia è disponibile sotto forma di uno zucchero, il glucosio presente nel sangue.

I livelli ematici di glucosio sono controllati dal rilascio dell’ormone chiamato insulina, prodotta da cellule (beta) del pancreas, presenti all’interno di strutture chiamate isole di Langerhans (ne possediamo circa un milione). L’insulina prodotta da queste cellule favorisce il trasporto del glucosio dal sangue all’interno delle cellule del corpo, per la produzione di energia.

Nel diabete, il corpo non produce una quantità di insulina sufficiente oppure non risponde ad essa in modo adeguato.

Le applicazioni con le cellule staminali cordonali

Fra le nuove strategie per il trattamento di malattie autoimmuni come il diabete di tipo 1, c’è anche l’utilizzo del sangue cordonale per favorire lo sviluppo delle cellule beta pancreatiche; questo risulta possibile data la potenzialità delle cellule staminali del cordone di differenziarsi in tessuti non solo ematologici, ma anche di diversa natura. leggi tutto >

cellule staminali cordone ombelicale: per informare bisogna fornire tutti gli elementi utili a formare un giudizio.

05-09-2013


Questo post é stato scritto da Luana Piroli

stopblog

Caro Gitmo, così non va bene!

Carissimi, questa volta sono proprio arrabbiata!

Al punto da utilizzare il blog per postare una vicenda che mi ha dato enorme amarezza e mi ha fatto capire che la strada dell’obiettività, dell’apertura al dialogo e alla collaborazione, nel campo della raccolta delle cellule staminali adulte da sangue del cordone ombelicale, è davvero ancora lunga soprattutto se si immagina di procedere insieme al GITMO – Gruppo Italiano per il Trapianto di Midollo Osseo. Per chi non lo conoscesse, si tratta di un organismo che dal 1987 si pone come “punto d’incontro per medici ed infermieri che si occupano di trapianto di midollo osseo e di cellule staminali emopoietiche impiegati per la cura di patologie ematologiche, oncologiche e genetiche e a cui aderiscono oggi ben oltre 100 Programmi Trapianto italiani”.

Negli ultimi mesi li ho voluti informare del traguardo raggiunto da InScientiaFides attraverso l’accreditamento FACTNetcord (accreditamento per loro e per la normativa Italiana ritenuto necessario per le strutture sanitarie che operano nel nostro settore, nonostante questo solo 3 biobanche pubbliche su 19 possiedono), da parte mia con l’obiettivo di instaurare proprio quel rapporto virtuoso che grazie alla condivisione della conoscenza può generare il progresso scientifico a vantaggio della salute dei cittadini.

Ma, evidentemente, è solo un mio obiettivo! leggi tutto >