"C'è più semplicità e vita in una cellula staminale di quanta non immaginiamo"

Cellule staminali da sangue cordonale elisir di lunga vita

21-06-2019


Questo post é stato scritto da Luana Piroli

02ce50bf-1bfb-4abf-9fd6-73624e085518Grazie ad una ricerca italiana si aprono nuove strade  su invecchiamento e malattie correlate, inclusi diabete, ateriosclerosi e tumori.

Lo studio, condotto dal GITMO (Gruppo italiano trapianti midollo osseo) coordinato da Corrado Terella, mette in evidenza l’efficacia delle cellule staminali da cordone ombelicale nel ringiovanimento delle cellule.

Ma di cosa stiamo parlando? 

Del mantenimento della lunghezza telomerica in seguito a trapianto di sangue del cordone ombelicale

Cosa sono i telomeri?

I telomeri sono lunghe sequenze ripetute in tandem non codificanti che si trovano alle estremità dei cromosomi e prevengono la fusione dei cromosomi fra loro, l’accumulo di danni al DNA e la degradazione del DNA codificante.

Il mantenimento della lunghezza dei telomeri è cruciale per la stabilità genomica delle cellule eucariotiche, poichè l’accorciamento dei telomeri porterebbe a senescenza replicativa e morte cellulare.

Nell’uomo l’accorciamento dei telomeri è prevenuto dalla telomerasi (hTERT), un enzima in grado di aggiungere de novo coppie di nucleotidi, ripristinando le sequenze telomeriche.

La down-regolazione della telomerasi è un evento comune negli adulti, che porta al progressivo accorciamento dei telomeri nel tempo, in seguito a ciascun ciclo di divisione cellulare.

La lunghezza dei telomeri dei leucociti umani è correlata con la longevità della popolazione: negli adulti i telomeri sono più corti negli uomini rispetto alle donne e, di conseguenza, gli uomini mostrano un’aspettativa di vita più breve e una maggiore predisposizione al cancro. Per queste ragioni, la lunghezza telomerica è stata ampiamente studiata come un biomarker per il cancro e per malattie legate all’età, come il diabete e l’aterosclerosi.

Diversi studi indicano che elevati stress proliferativi, tra cui la rigenerazione del midollo osseo dopo trapianto di cellule staminali ematopoietiche, producono un accorciamento telomerico non fisiologico. Infatti, come conseguenza di un numero maggiore di cicli replicativi durante l’attecchimento, la lunghezza telomerica nei leucociti è significativamente minore se confrontata con quella nei leucociti pretrapianto o del donatore (trapianto autologo o allogenico rispettivamente).

Dato importante rispetto alle cellule staminali da sangue cordonale?

Le cellule staminali ematopoietiche derivanti da cordone ombelicale sono caratterizzate da telomeri molto lunghi, non ancora esposti a fattori ambientali, caratteristiche che risultano essere interessanti per lo studio della dinamica telomerica.

Nel presente studio, il Gruppo Italiano Trapianto di Midollo Osseo, ha valutato la lunghezza telomerica in 36 soggetti adulti che hanno subìto trapianto di sangue del cordone ombelicale (UCBT) tra il 2008 e il 2013.

Nello specifico, hanno confrontato la lunghezza telomerica delle cellule mononucleate del sangue periferico (PB-MNC) dei 36 soggetti che hanno subìto il trapianto con quella delle MNC di un gruppo di controllo costituito da unità di sangue del cordone ombelicale (n = 46) e con quella delle PB-MNC di un secondo gruppo di controllo costituito da donatori sani di età corrispondente (n = 85).

La scoperta cosa esprime?

1) hanno osservato una lunghezza telomerica maggiore nei soggetti trapiantati rispetto ai controlli sani della stessa età.

2) hanno constatato che tra i diversi fattori clinici indagati, solo il genere del ricevente e del donatore del trapianto è correlato significativamente con la lunghezza telomerica: le donne riceventi il trapianto conservano i telomeri più lunghi rispetto agli uomini. In particolare, i telomeri più lunghi sono stati osservati nelle donne trapiantate con UCB maschili, suggerendo che le cellule staminali di derivazione maschile possono mantenere i telomeri lunghi se collocati in un “ambiente femminile”.

In linea con questa ipotesi, hanno sottoposto MNC del midollo osseo maschio-derivate a  trattamento in vitro con estradiolo (E2 – ormone prodotto nelle ovaie) osservando un aumento dell’espressione genica delle subunità costituenti la telomerasi (TERT, TERC, DKC1) rispetto a quella che si verifica nelle cellule di derivazione femminile.

3) il trattamento in vitro delle MNC di derivazione maschile con estradiolo aumenta l’attività della telomerasi prevenendo la degradazione dei telomeri negli uomini.

4) inoltre, hanno osservato che la differenza di lunghezza dei telomeri tra i riceventi UCBT e i controlli sani della relativa età era indipendente dall’età dei riceventi stessi, indicando che il sistema ematopoietico sostituito dopo UCBT mostra telomeri lunghi anche all’interno di un microambiente (midollo osseo) non più giovane.

Questi risultati sono di particolare interesse data la nota associazione tra lunghezza telomerica dei leucociti e longevità nella popolazione generale: l’allungamento dei telomeri in seguito a UCBT dimostra la possibilità di utilizzare cellule staminali giovani (da sangue cordonale) per il ringiovanimento ematopoietico.

Nonostante le limitazioni di questo studio dovute al numero esiguo di campioni coinvolti e all’assenza di una misurazione della lunghezza dei telomeri dei soggetti coinvolti prima che subissero il trapianto, questi dati ed altri presenti in letteratura indicano che il trapianto di sangue del cordone ombelicale fornisce una fonte di cellule staminali in grado di sostenere e ringiovanire l’ematopoiesi umana; fattori estrinseci e modificabili come lo stato ormonale e “l’ambiente femminile” sono determinanti della lunghezza telomerica nel setting del trapianto; l’upregolazione della telomerasi mediata dal trattamento con estradiolo può prevenire la degradazione dei telomeri negli uomini.

Una migliore conoscenza di questi meccanismi potrebbe portare a nuove ampie implicazioni terapeutiche nel setting di trapianti di sangue cordonale.

In conclusione, queste osservazioni costituiscono un’ottima base per futuri studi sulla dinamica dei telomeri, fornendo la logica per l’indagine clinica sulla terapia ormonale per prevenire la degradazione dei telomeri, malattie correlate all’accorciamento telomerico, tra cui il cancro, e l’invecchiamento.

Conservare le cellule staminali da sangue cordonale diventa sempre più importante.

Fonte *https://oggiscienza.it/2019/06/05/cellule-staminali-cordone-ombelicale/

Bimbo 8 anni utilizza il suo sangue cordonale conservato alla nascita presso InScientiaFides

25-03-2019


Questo post é stato scritto da Luana Piroli

RM_20110722_N7Y7595E’ notizia di questi giorni dell’utilizzo di un campione di sangue cordonale conservato privatamente presso la Biobanca InScientiaFides  da parte di un bimbo di 8 anni che purtroppo ha sviluppato una malattia rara.

I suoi genitori 8 anni sono stati lungimiranti ed hanno messo in sicurezza il suo sangue cordonale raccolto al momento della nascita.

Del  campione di sangue cordonale al momento ne è stata richiesta una sola aliquota che sarà utile a compiere delle indagini diagnostiche certe e quindi impostare una terapia mirata.

I genetisti compareranno il DNA attuale del bimbo con quello raccolto al momento della nascita per valutare le mutazioni genetiche avvenute.

Questo è una della tante opportunità che offre la conservazione autologo dedicata del sangue cordonale al momento della nascita.

Gli sviluppi nel  settore delle cellule staminali adulte sono numerosi e questo ne è un chiaro esempio, così come è estremamente importante non buttare il sangue cordonale al momento della nascita.

Ciò che conta è affidarsi ad una Biobanca accreditata FACTNetcord così da garantire una conservazione ed un rilascio certo e sicuro.

 

 

Cellule staminali: la nuova frontiera della prevenzione

08-01-2019


Questo post é stato scritto da Luana Piroli

luana-piroli-inscientiafidesCarissimi tutti buon anno nuovo!

 

Io l’ho iniziato lavorando! Il mio lavoro ti travolge.

Condivido con voi una intervista rilasciata a excellence magazine i primi giorni di questo nuovo anno in cui parlo di educazione sanitaria, prevenzione e di cellule staminali.

Purtroppo attorno al tema della conservazione delle cellule staminali da cordone ombelicale c’è molta disinformazione, fare chiarezza e fornire informazioni corrette è importante.

Di seguito un abstract, se desiderate leggere la versione integrale vi rimando al link dell’articolo.

“…  InScientiaFides si occupa di conservazione di cellule staminali cordonali. Quanto sono importanti per voi l’educazione sanitaria e l’informazione?

InScientiaFides nasce da questo, ovvero dal bisogno espresso da parte del mondo scientifico di attivare luoghi di conservazione privata per andare incontro al crescente bisogno di trapianti ed alla difficoltà di ritrovare un donatore compatibile al momento del bisogno.

Attivare una struttura sanitaria come la nostra è stata una sfida, perché molte persone non sanno cosa sono le cellule staminali e l’importanza che hanno nel nostro sviluppo.

Quindi l’educazione sanitaria è fondamentale.

Ci aiuta a capire di cosa si tratta e come vengono utilizzate dal punto di vista clinico oggi?

La raccolta delle cellule staminali al momento della nascita rappresenta un’assicurazione biologica importante che offre alle famiglie una possibilità di cura, in caso di necessità, attraverso la conservazione privata.

E’ una procedura che può essere fatta in tutti gli ospedali e non comporta alcun problema per il bimbo e per la mamma.

Gli utilizzi clinici sono oltre 70, per lo più legati alle patologie del sangue come le leucemie, i linfomi, i mielomi e i neuroblastomi, ma anche al diabete, alla sclerosi multipla e a molte altre ancora.

La conservazione privata è legittimata da un decreto ministeriale italiano, così come la donazione e la conservazione autologo dedicata.

Il cittadino è libero di scegliere se donare, e quindi perdere la proprietà del campione, compiendo un atto altruistico, oppure mantenere a disposizione della famiglia le proprie cellule staminali.

La donazione è un atto altruistico. Quindi se il donatore dovesse averne bisogno è possibile riavere il campione, corretto?

No, la donazione fa perdere la proprietà del campione, che diventa anonimo. Il campione entra in possesso della biobanca pubblica che lo potrà utilizzare in ambito di ricerca, inserire nei registri mondiali, e anche eliminare, quando avrà bisogno di spazio nuovo per stoccare nuovi campioni. …

… Cosa vi ha spinto ad attivare una impresa di questo tipo?

Io provengo dal mondo sanitario, ho lavorato per molti anni in rianimazione ed ho gestito personalmente le pratiche per la donazione degli organi.

Ciò che ho appreso negli anni è che le cellule staminali rappresentano il nostro patrimonio biologico primario e sono e saranno la terapia che ci aiuterà a sconfiggere patologie importanti.

Mi sarebbe piaciuto attivare un’impresa dedicata sia alla donazione che alla conservazione privata, ma la lobby politico sanitaria italiana non consente la realizzazione di strutture private come la nostra nello Stato Italiano, seppur autorizzi il prelievo presso tutti gli ospedali e quindi la conservazione privata.

La struttura sanitaria che dirigo, InScientiaFides, si trova a San Marino e possiede le migliori certificazioni richieste dagli standard scientifici.

Abbiamo finanziato diverse linee di ricerca negli anni, investendo oltre 1 milione di euro, in collaborazione con l’Università la Sapienza di Roma e con il San Raffaele di Milano con cui abbiamo condiviso convegni di spessore internazionale.

Credere nel lavoro per il bene del prossimo è ciò che ci guida ogni giorno.

In Italia spesso si confonde il privato con il profitto, senza comprendere che la realtà è molto diversa.

Come definisce il suo lavoro?

Il mio lavoro è meraviglioso, mi consente di scoprire ogni giorno nuove sfumature dell’essere umano e di studiare nuovi modi per migliorarne la qualità della vita.

Da due anni siamo concentrati sulla medicina rigenerativa, e quest’anno lanceremo un nuovo prodotto unico. …”